fbpx

Cuspide campanile della Basilica di Sant’Eustorgio
Milano

Il bene

La costruzione del campanile della Basilica di Sant’Eustorgio è riconducibile tra il 1297 e il 1309.
Nel 1305 viene adottato come primo campanile e prima struttura in Italia di un orologio pubblico, poi nel 1500 dotato di meccanizzazione e rintocco sonoro.

Il campanile ha un’altezza di ben 62 metri, di cui gli ultimi 13 solo di cella campanaria e cuspide.
Sulla sommità del cono cestile si trova una stella a otto punte, simbolo della cometa che guidò i Re Magi a Betlemme, le cui reliquie sono conservate all’interno della basilica.

Nella Basilica di Sant’Eustorgio, infatti, grazie allo stesso Eustorgio, è custodito il pesante sarcofago che le trasportò fino a lì. La storia racconta che il carro su cui viaggiavano le reliquie fosse troppo pesante, tanto che i buoi si fermarono in Porta Ticinese, non riuscendo ad arrivare a destinazione. Eustorgio, allora vescovo di Milano, decise che non era un problema e nel punto in cui i buoi si erano fermati fece costruire quella che oggi conosciamo come la Basilica che porta il suo nome.

Interventi previsti

La cuspide del campanile della Basilica di Sant’Eustorgio, realizzata a forma conica con mattoni disposti a cuneo, stondati nella parte anteriore, è stata oggetto del restauro da parte delle nostre maestranze di Restauro in Quota®.

Le operazioni sono state realizzate in continuità utilizzando gli stessi materiali e i medesimi interventi rispetto a quanto già eseguito nelle parti sottostanti del campanile da un’altra impresa che è intervenuta con i ponteggi.
Dopo la realizzazione della linea vita provvisionale, con la messa in opera degli elementi di ancoraggio in materiale tessile e di idonea fune a cui vincolarsi, il restauro è iniziato con il trattamento biocida e la spazzolatura manuale a secco dei mattoni interessati da patina biologica.

Successivamente si è proceduto con la ristilatura dei giunti in malta di calce (sia del paramento murario che dei conci della cuspide) e con la rimozione delle parti ammalorate o non compatibili.
I mattoni che necessitavano di integrazione sono stati stuccati con malta di cocciopesto: un impasto di calce, sabbia e frammenti di mattone.

Le ultime fasi di questo tipo di intervento hanno interessato il consolidamento delle superfici con nanocalci, la velatura dei mattoni per l’adeguamento cromatico, ed infine il trattamento idrorepellente per garantire una durata maggiore del restauro.

Un’area di cantiere in quota

Per la buona riuscita delle operazioni di restauro è stato importante creare un’area di cantiere in prossimità delle zone di intervento. Abbiamo pertanto realizzato una micro- area di cantiere all’interno della cuspide, dove è stato collocato il laboratorio di confezionamento delle malte e di preparazione dei materiali necessari per la realizzazione di un intervento di restauro completo.

Anni

2022

Luogo

Milano

Committente

Parrocchia Sant’Eustorgio

Category
Lavori in quota, Restauri