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Torre dei Quattro Canti
Noli

About This Project

Panoramica della torre vista da terra

La Torre dei Quattro Canti (detta anche Torre del Canto), è la più alta torre sopravvissuta a Noli, dall’alto dei suoi 38 metri di altezza.

È posta ad ovest dell’abitato, presso le mura interne e deve il suo nome al fatto che si trova proprio sul cantone di un quadrivio.

La particolare conformazione a base trapezoidale fa si che esista un punto dove è possibile vederne tre facce contemporaneamente, cosa impossibile per una torre quadrata.

Il basamento è in grandi conci di pietra verdastra del “Sino” (denominazione derivante dal fatto che tale pietra veniva cavata nella zona del monte Ursino), lavorati a bugnato listato, perfettamente squadrati e combacianti, connessi da un sottilissimo filetto di calce.

Particolare del basamento

L’altissimo corpo superiore della torre che sormonta il basamento è in muratura a rivestimento laterizio in mattoni di pasta rossastra e di grandi dimensioni che li fanno rientrare nella tradizione romanica, connessi da uno spesso strato di malta di calce di buona durezza.

Le aperture nella struttura laterizia, quasi certamente originarie, non si scorgono infatti tracce di suture o di riprese posteriori nel paramento, sono monofore dal vano alto e stretto, eccetto le grandi aperture ad arco ogivale in sommità e qualche rara finestrella e feritoia.

L’interno della torre, ormai inaccessibile essendo andati perduti i solai e le scale in legno, presenta ancora visibili le riseghe con cui veniva progressivamente diminuito verso l’alto lo spessore dei muri, mantenendo inalterato il filo esterno.

Particolare del basamento

Prospetto nord prima dei lavori

Prospetto sud prima dei lavori

Prospetto ovest prima dei lavori

Il degrado precedente e gli interventi

Fenomeni di natura erosiva erano visibili su tutte le strutture murarie in laterizio.

Oltre al degrado erosivo, la torre presentava vere e proprie fratturazioni, sia nel paramento lapideo che in quello laterizio.

Inoltre, a cantiere già iniziato, sono emerse efflorescenze saline, presumibilmente causate da ruscellamento di acque meteoriche veicolate dal ponteggio.

La conformazione della volta e l’assenza di un sistema di regimazione delle acque piovane hanno contribuito ad un cattivo convogliamento dell’acqua, che ha favorito l’infestazione dei prospetti laterali da parte di microorganismi e piante.

Si è provveduto quindi alla protezione delle superfici orizzontali di copertura con cemento osmotico impermeabilizzante, per limitare il degrado futuro causato dagli agenti atmosferici.

Anche la parte bassa delle aperture laterali è stata oggetto di un intervento di impermeabilizzazione, tramite l’integrazione degli elementi lapidei e in laterizio mancanti e la loro sigillatura con malta di calce idraulica.

Prima

Dopo

Prima

Dopo

L’intervento in fase di realizzazione

L’intervento in fase di realizzazione

L’intervento in fase di realizzazione

Alcune zone della torre erano ricoperte da una patina biologica formata da colonie di microorganismi autotrofi e/o eterotrofi, che, attraverso una scrupolosa pulitura, sono state rimosse.

Prima

Dopo

Prima

Dopo

Oltre alla presenza di microorganismi sulle pareti murarie, queste ultime erano infestate anche da vegetazione superiore, anch’essa estirpata, tamponando la superfie muraria ove necessario.

Prima

Dopo

Prima

Dopo

Rimozione di ceppo e radici di pianta di fico

L’integrazione delle malte di allettamento, nei giunti tra gli elementi in laterizio, ha interessato maggiormente la parte più alta dei prospetti, soprattutto quelli nord e ovest.

L’obiettivo dell’intervento è stato principalmente quello della protezione del paramento murario da infiltrazioni e da germinazione di strutture vegetative.

La malta prevista, di calce idraulica e/o grassello ed aggregati selezionati e campionati in loco, è compatibile dal punto di vista chimico-fisico e meccanico rispetto all’esistente (igroscopicità, modulo elastico, deformabilità termica).

Soddisfatta la compatibilità, sono stati privilegiati i criteri di durabilità, e distinguibilità morfologica e cromatica, in modo che le nuove malte, pur integrandosi con quelle preesistenti, se ne distinguessero, marcando una discontinuità temporale.

Integrazione dell’elemento in chiave della monofora all’ultimo livello.

Posizione della monofora

Prima

Dopo

Integrazione di elementi in laterizio con l’inserimento di perni.

Rimozione meccanica di stuccature in materiale estraneo ed incompatibile.

Prima

Dopo

Prima

Dopo

Per impedire l’intrusione di volatili, si è provveduto alla rimozione dei dispositivi dissuasori esistenti e alla sostituzione con un sistema più efficace, utilizzando sia per finestre che per le buche pontaie una lamiera stirata in alluminio verniciato a caldo in un colore che ne agevolasse la mimetizzazione.

Vecchi dispositivi, ormai in stato di degrado e non più efficaci

Nuovo sistema con rete in alluminio verniciato

Foto: © Formento

Anni

2011–2012

Luogo

Noli (SV)

Committente

Comune di Noli (SV)

Progettazione architettonica e direzione lavori

arch. Carlotta Bottaro

Category
Restauri