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Portali Chiesa Sant’Ambrogio
Alassio

About This Project

Il prezioso portale della Chiesa di Sant’Ambrogio è arricchito da una rappresentazione di Cristo e i Dodici Apostoli, il Padreterno e S. Ambrogio sulla chiave di volta, è datato 1511 da iscrizione sull’architrave ed è costituito da un argilloscisto di provenienza locale ( imperiese ) di impiego piuttosto comune tra ‘500 e ‘700 nel ponente ligure.
Si tratta di un materiale piuttosto sensibile all’azione degli agenti atmosferici e dell’inquinamento, soggetto a fenomeni di erosione e distacchi per via della sua naturale tendenza ad esfoliare.

A inizio lavori è stata riscontrata la presenza di protettivi di natura organica su tutte le superfici, in particolare alcune avevano una patina scura con striature e aloni più scuri rispetto alle aree chiare e pulite.

Dopo una prima analisi è stato riscontrato che il manufatto si presentava ancora in un buono stato di conservazione generale, a parte qualche lacuna nelle zone basali ed una importante frattura sulla parte sinistra dell’architrave (già oggetto di un intervento in passato testimoniato dalla staffa vicino alla chiave di volta e dalla sigillatura della crepa).

C’erano, inoltre, alcune croste nere, ovvero sostanze carboniose depositatesi sulla pietra a causa dell’inquinamento atmosferico.
Il restauro ha previsto la rimozione di questo strato ed un’operazione di pulitura con l’intento di ridare una visione d’insieme omogenea dell’opera, nel rispetto della sua naturale patina del tempo. Sono state quindi effettuate alcune operazioni di consolidamento ed è stata fatta un’analisi degli interventi precedenti.
Infine è stata effettuata la sigillatura di tutte le crepe e delle microfessure per limitare l’ingresso dell’acqua ed è stata applicata una protezione finale con un agente protettivo.

Metodologia di intervento

Dopo queste prime analisi, è stato rilevato lo stato di conservazione dell’intero manufatto ed è stata realizzata la mappatura del degrado, con uno storico degli interventi di restauro passati per analizzarne i materiali e le tecniche.

I depositi superficiali incoerenti sono stati rimossi a secco con pennellesse, spazzole a setole morbide e aspiratori, i depositi superficiali come terriccio e guano sono stati rimossi con l’aggiunta di acqua demineralizzata ed è stato utilizzato del Neo-Desogen con una leggera azione detergente e biocida.

Si è quindi passati a ristabilire la coesione nei punti in cui si erano verificati fenomeni di scagliatura ed esfoliazione tramite un processo di impregnazione con di pennelli e siringhe che ha portato alla saturazione del distacco.

Le superfici del portale sono state trattate con una soluzione supportata con carta velina applicata per un tempo di contatto di circa 20 minuti, infine le superfici trattate sono state abbondantemente risciacquate con acqua demineralizzata.
Gli interni del portale sono stati trattati con la stessa soluzione supportata da polpa di cellulosa e tempi di contatto prolungati al fine di riuscire a rimuovere i protettivi di natura organica più resistenti. Alcune aree hanno previsto un ulteriore passaggio di finitura di pulitura con resine.

In corrispondenza dei basamenti, le superfici più deteriorate sono state oggetto di estrazione dei sali solubili tramite l’applicazione di impacchi di acqua demineralizzata e sepiolite fino alla loro completa essiccazione. Il residuo è stato poi rimosso con spazzolatura e risciacquo.
Sono state rimosse mediante martello, scalpello e bisturi tutte le stuccature incoerenti e non più funzionali eseguite durante precedenti interventi. La riadesione e l’incollaggio delle scaglie e dei frammenti distaccati di peso e dimensioni limitate sono stati eseguiti con l’utilizzo di resina epossidica a lento indurimento.

Le lacune sono state riempite con malta a base di calce idraulica naturale ed inerti selezionati in base alle caratteristiche ed al tono delle superfici circostanti. Al fine di imitare la pietra del portale è stata anche aggiunta una piccola percentuale di pigmento nero avorio per la finitura.

Sono state eseguite microstuccature con inerti per la sigillatura di crepe e piccoli distacchi per impedire o rallentare l’accesso dell’acqua piovana e dell’umidità atmosferica all’interno della pietra degradata.

Con i colori a calce è stata infine eseguita una revisione cromatica ad acquerello per l’equilibratura delle stuccature e delle ricostruzioni con lo scopo di eliminare le differenze cromatiche tra la pietra e le stuccature.
Si è quindi deciso di applicare un protettivo polialchilsilossano a pennello ed una cera microcristallina leggermente pigmentata al fine di equilibrare le differenze e proteggere la superficie per rallentarne, così, il degrado.

Stato di conservazione

I due portali laterali sono costituiti dallo stesso materiale del portale principale (ardesia di provenienza locale). All’analisi preliminare, presentavano lo stesso stato di degrado del portale d’ingresso principale e quindi hanno richiesto il medesimo tipo di intervento di restauro.

Portale A

Portale B

L’architrave del portale minore di destra (Portale A) risultava indebolito da numerose fratture e lacune ed è stato sostenuto da una lunga staffa trasversale che poi è stata trattata con passivante ferromicaceo dello stesso tono del materiale lapideo e con protettivi adatti.

L’architrave del portale minore di sinistra (Portale B) presentava la necessità di sostituire un concio ed effettuare una ricostruzione in malta cementizia.
Dalla mappatura del degrado sono emerse importanti fratture sulla testa delle lesene, lacune superficiali sulle basi dei portali e perdita di definizione dei rilievi, alcuni di questi riportavano traccia di interventi di ricostruzione precedenti.

Particolare portale A prima del restauro

Particolare portale A dopo il restauro

Portale laterale prima del restauro

Portale laterale dopo il restauro

Anni

2012

Luogo

Alassio

Committente

Parrocchia Collegiata S. Ambrogio

Category
Restauri, Ristrutturazioni