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Abbazia N. S. Assunta
Finale Ligure

About This Project

Il restauro dei dipinti murali, delle decorazioni a rilievo e dei marmi della chiesa di Nostra Signora Assunta, iniziato nel novembre del 2004, ha dapprima interessato la zona del presbiterio, quindi la navata centrale e le cappelle laterali, ed è terminato alla fine del 2006.

Le analisi preliminari hanno evidenziato una serie di alterazioni dei materiali, dovute in parte a cause naturali (infiltrazioni e fenomeni termo-igrometrici) e in parte a precedenti interventi di rifacimento.

Le superfici orizzontali

Le superfici orizzontali presentavano depositi di polvere e nerofumo, fenomeno tipico dei luoghi sacri dove è frequente la combustione di candele e incensi, sia di un’elevata percentuale di efflorescenze saline, causate principalmente dalle infiltrazioni di acqua piovana che hanno preceduto il restauro del tetto nel 2001, che hanno provocato fratture, crepe e cadute dell’intonaco e degli stucchi dorati.

Particolare delle efflorescenze saline e del conseguente sollevamento della doratura

Particolare del degrado di una lunetta

I dipinti della volta del presbiterio e della navata.

Un’indagine visiva dei dipinti ha evidenziato le incisioni da cartone e la presenza di ripensamenti dell’artista, che testimoniano, in fase di esecuzione, la decisione di modificare un particolare del dipinto senza seguire le incisioni precedentemente tracciate.

Fotografie a luce radente che evidenziano i ripensamenti dell’artista

Fotografie a luce radente che evidenziano i ripensamenti dell’artista

Dopo aver eseguito delle prove per valutare i prodotti e le modalità più consoni, si è proceduto con la rimozione meccanica a secco dei depositi superficiali e, dove vi era presenza di nerofumo e i colori avevano perso brillantezza, la pulitura è stata completata con spugne wishab.

È stato eseguito un trattamento per eliminare i sali solubili, tramite impacchi assorbenti di pasta di cellulosa, acqua demineralizzata e carbonato di ammonio, stesi sulla superficie previa interposizione di un foglio di carta giapponese che, oltre ad evitare un’azione diretta dell’impacco sul film pittorico, ne ha facilitato la rimozione.

Stesura della carta giapponese, applicazione dell’impacco desalinizzante e successiva rimozione

Tassello di pulitura eseguito con spugna wishab

Si è provveduto quindi a consolidare gli strati superficiali degli intonaci: prima asportando le polveri attraverso l’iniezione di una soluzione di acqua ed alcool, poi iniettando malta idraulica e resina acrilica.

Nella volta del presbiterio, il dipinto raffigurante l’Assunzione della Vergine presentava un distacco tale da richiedere, oltre alle iniezioni di malta, anche l’inserimento di barre filettate in ottone per ricucire l’intonaco all’arriccio.

Iniezioni consolidanti

Particolare del distacco dell’intonaco pittorico dall’arriccio

Particolare dell’inserimento delle barrette filettate

Alcune zone, in particolare i quadri centrali della volta della navata centrale, erano soggette a polverulenza del colore. Per non compromettere il pigmento originale, di natura poco consistente, è stata eseguita un’operazione di preconsolidamento e fissaggio della pellicola pittorica mediante l’applicazione a pennello di resina acrilica in emulsione acquosa, previa velinatura e stesura di un passaggio di acqua e alcool per veicolare il consolidante.

La stuccatura delle lacune e delle crepe è stata eseguita con malta, idonea per composizione e granulometria a quella esistente.
L’integrazione cromatica delle stuccature è stata realizzata sottotono ad acquarello, con la tecnica del rigatino e del puntinato sulle figure e sulle decorazioni, a velature sovrapposte sui fondi e nelle campiture.

Operazione di preconsolidamento e fissaggio della pellicola pittorica

Dettaglio di una ripresa pittorica eseguita ad acquarello realizzata a puntinato

Volta del presbiterio prima e dopo i lavori di restauro

Gli stucchi dorati delle volte delle cappelle laterali e del cornicione.

Le dorature del cornicione del Sancta Sanctorum sono state eseguite nel 1896 a “guazzo” con oro zecchino. Il loro precedente restauro, eseguito frettolosamente in epoca recente, ha contribuito ad accelerare il processo di ossidazione, che le ha annerite completamente

Pulitura con spugna wishab

È stata effettuata una pulitura sia con pennelli morbidi e aspiratore, sia con spugne wishab, facilitando inoltre la rimozione delle polveri grasse e del nerofumo.

Anche qui, le efflorescenze saline dovute alle infiltrazioni di acqua sono state risanate con gli impacchi descritti in precedenza.

Dopodiché si è passati alla fase di stuccatura e ricostruzione dei volumi mancanti del cornicione, eseguita con malta.

Particolare del degrado degli stucchi dorati della cappella di S. Giuseppe

Applicazione di impacco di carbonato di ammonio

Ricostruzione di uno stucco nella cappella del SS. Crocifisso

In alcune porzioni del cornicione, prima di procedere con i preparativi alla doratura (realizzata con foglia d’oro zecchino 22 Kt doppio spessore), è stato necessario eseguire l’incisione diretta delle decorazioni mancanti che risultavano ormai illeggibili a causa del deterioramento subito.

Le nuove dorature sono state infine patinate in modo da risultare uniformi alle originali, previa stesura di uno strato protettivo di gommalacca, mentre piccole abrasioni sono state integrate con velature ad acquarello.

Particolare delle incisioni

Applicazione della foglia d’oro zecchino sul bolo rosso

Doratura patinata

Le superfici verticali

Le superfici verticali, non essendo state direttamente oggetto di infiltrazioni di acqua piovana, non presentavano fenomeni di degrado simili a quelle orizzontali, bensì alterazioni dovute prevalentemente a precedenti interventi di rifacimento e manutenzione.

La mappatura del degrado ha evidenziato inoltre la presenza di strati di polvere e residui solidi che negli anni si sono depositati sulle superfici, a causa del riscaldamento e della combustione di candele e incensi.

Le pitture murali delle pareti e delle cappelle e le decorazioni a rilievo dei capitelli e delle cornici

Gli studi stratigrafici hanno rilevato la presenza di ridipinture eseguite a secco con tempere industriali che creavano un film coprente, alterando le cromie originali: è emerso un primo strato che testimoniava la presenza di una campitura semplice di colore rosa ed un secondo con tracce di decorazioni molto più elaborate rispetto a quelle esistenti.

Stratigrafia eseguita sulla parete destra del presbiterio

Stratigrafia eseguita sulla parete destra del presbiterio

In accordo con la Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici della Liguria, si è deciso di portare alla luce lo strato intermedio che rappresentava la soluzione di maggiore armonia cromatica.

In altre parti dell’abbazia (cappelle, pareti del presbiterio, cornici e capitelli dei dipinti, ecc.) sono stati rimossi strati di colore più recenti, riportando alla luce le cromie e le dorature originali.

Particolare di un rifacimento non coerente e sequenza prima e dopo il ripristino del disegno originale.

Particolare della cornice prima del restauro

Particolare della cornice dopo l’eliminazione dello strato pittorico

Gli apparati marmorei del presbiterio e delle cappelle laterali

Il restauro del presbiterio si è concluso con gli interventi all’altare maggiore ed al tabernacolo, tramite puliture a più fasi, con vari metodi di intervento.

Prova di pulitura

Impacco di pulitura

Rimozione di residui di vecchie stuccature

L’altare maggiore presentava numerose stuccature improprie che mascheravano le perdite dei lapidei originali causate dal suo precedente spostamento. Rimosse le stuccature manualmente, le parti mancanti sono state reintegrate con grassello di calce e polvere di marmo. Le zone facilmente accessibili dell’altare maggiore sono state inoltre, sempre in occasione dello spostamento, oggetto di ridipinture, asportate nel restauro con solventi leggeri.

Durante i restauri del presbiterio la cappella delle Anime (o del Suffragio) è stata pesantemente danneggiata da un incendio.

La maggior parte delle superfici marmoree presentavano sostanze scioltesi per il calore, che originariamente avevano la funzione di collante degli intarsi e che, ancora incandescenti, si sono amalgamate con le polveri e la fuliggine provenienti dagli stucchi dorati della volta della cappella danneggiati dal calore.

Prove di pulitura della cornice

Prova di asportazione delle ridipinture

Dopo una mappatura del degrado, si è proceduto alla iniziale spolveratura per l’eliminazione dei materiali incoerenti e dei depositi di polveri grasse mediante l’utilizzo di spazzole ed aspiratori.
Sono state in seguito rimarginate le fessurazioni e i distacchi di materiali ed effettuate stuccature e microstuccature con l’utilizzo di malta.

Dove è stato possibile, si è rimosso il mastice sciolto nell’incendio mediante bisturi e con l’applicazione di compresse imbevute di sali inorganici.

Operazione di riadesione dei frammenti marmorei

Applicazione di compresse imbevute di sali inorganici

Terminate le stuccature si è potuto procedere con la loro revisione cromatica per mezzo di velature ad acquerello ad abbassamento di tono per eliminare gli squilibri eccessivi creatisi nel tono generale del marmo di riequilibrarle alle parti marmoree intatte.

L’integrazione di parti mancanti di marmo è stata realizzata con la lavorazione superficiale di malte idonee per colorazione e granulometria, e quindi sottoposta ad eventuale equilibratura cromatica con l’originale.

Particolare della ricostruzione della mano di Dio

Revisione cromatica della stuccatura

Le fiamme hanno danneggiato soprattutto la parte destra della cappella, sugli intarsi della parete e sulla cornice. I primi si sono in gran parte distaccati e sono crollati a terra durante l’incendio danneggiandosi ulteriormente. I frammenti recuperati sono stati puliti uno ad uno, catalogati e quindi incollati come tessere di un puzzle al fine di ricostruire il disegno originale.

Le porzioni di intarsi irrecuperabili non sono state sostituite con nuovo marmo ma ricostruite, sotto precisa richiesta della Soprintendenza, con un particolare materiale plastico dipinto a finto marmo. Tutte le superfici sono state trattate con cera microcristallina per proteggerle e rallentarne il degrado.

Ricollocamento dei frammenti di marmo

Pannello di forex dipinto a finto marmo

Il restauro dei marmi della cappella di San Giuseppe ha permesso di riportare alla luce la nicchia celata dietro al quadro del Cristo Salvatore ed originariamente costruita per ospitare la statua lignea del santo, oggetto del recente restauro curato da Anna Graffione.

La nicchia si presentava ormai spogliata dei marmi originali, asportati in occasione della messa in opera del quadro, ma quasi interamente custoditi nel monastero.

Grazie a ciò, è stato possibile ricomporre la cornice marmorea ad eccezione di alcune mancanze sostituite da elementi in forex decorati, seguendo le stesse direttive di quello eseguito nella cappella delle Anime.

Ritrovamento della nicchia che ospitava la statua lignea di San Giuseppe

Ricostruzione della cornice marmorea della nicchia di San Giuseppe

Sia in questa cappella che in quella di San Benedetto sono state rimosse le balaustre di marmo messe in opera in periodi e per motivazioni differenti le une dalle altre.

I marmi di tutte cappelle sono stati oggetto degli stessi interventi di pulitura sia con pennelli ed aspiratori sia mediante l’applicazione di impacchi.

Le vecchie stuccature deturpanti, eseguite in precedenti interventi di manutenzione, sono state asportate. Le stuccature delle fughe tra le lastre di marmo, andate perse nel tempo, sono state eseguite con grassello di calce e polvere di marmo bianco di fine setacciatura. Le superfici sono state infine protette con cera microcristallina.

L'Abbazia Nostra Signora Assunta dopo l'opera di restauro di Formento Restauri, ditta edile di Finale Ligure, Savona.

Vista d’insieme dell’interno dopo i lavori di restauro

Pubblicazioni


Foto di cantiere: © Formento
Foto panoramica di fine lavori: © Emilio Rescigno

Anni

1995–1996
2004–2005
2005–2007

Luogo

Finale Ligure (SV), rione Finalpia

Committenti

Parrocchia N.S. Assunta di Finalpia

Progettazione architettonica e direzione lavori

arch. Andrea Chiarelli

Category
Restauri